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Cos'è il Poligono del Giappone

Il Poligono del Giappone (nome scientifico: Reynoutria Japonica) è una pianta infestante presente nella lista nera delle piante più invasive.

La sua presenza su suolo elvetico, e europeo, risale al 1823, venne importato dall'estremo oriente come pianta ornamentale e di foraggio per il bestiame.

Questa pianta tende a "scappare" facilmente da giardini e si insedia con dense formazioni che minacciano la flora indigena. Si adatta facilmente ad ogni tipo di suolo, tuttavia preferisce le rive dei fiumi.

D'inverno i fusti seccano, lasciando le rive esposte all'erosione.

Appartiene alla lista dei 100 organismi alloctoni invasivi vietati secondo l'Ordinanza sull'emissione deliberata nell'ambiente (OEDA, RS 814.911).


Caratteristiche

Grande pianta vivace capace di raggiungere i 3 metri di altezza, con fusti vigorosi, glabri, cavi e spesso rossastri. Produce fusti sotterranei chiamati rizomi, lunghi e robusti, capaci di svilupparsi in prfondità. Le foglie sono alterne, rotonde o leggermente ovali, troncate alla base, lunghe fino a 20 centimetri, brevemente acuminate, con picciolo corto e munite di un'ocrea (guaina membranoso alla base delle foglie che avvolge i fusti). I fiori maschili e femminili sono portati da individui distinti. I fiori sono bianco-verdastri o rossastri, organizzati in infiorescenze spighiformi. I frutti sono rosso-bruni, lunghi circa 4 millimetri, circondati da una membrana biancastra che facilita il trasporto aereo.




In europa le piante di Poligono del Giappone sono tutte femminili e la riproduzione per tanto è esclusivamente vegetativa, ovvero non avviene un atto di riproduzione tra gli individui maschili e quelli femminili, la pianta cresce da fusti o rizomi ancora vivi.

Le giovani piante sono sensibili al freddo e tendono a soccombere con le gelate invernali. Piccoli frammenti di rizomi possono però sopravvivere e sono in grado di dare vita a nuovi individui, anche se ubicati a tre metri di profondità.


Il Poligono del Giappone non si ferma di fronte a nulla e, seppur preferisca le rive dei fiumi, riesce comunque a contaminare praticamente ogni zona su cui posa i suoi rizomi.


La pianta ha inoltre una elevata capacità di crescita per cui in poco tempo riesce a ripopolare i densi focolai. Trascorre l'inverno in forma di radice, al sicuro dal freddo in profondità nel sottosuolo. Rendendolo difficile da eliminare. Il folto fogliame impedisce alla luce di raggiungere il suolo, ostacolando la crescita di specie indigene. La combinazione tra l'elevata capacità di crescita e l'ostacolo della luce porta alla formazione di grossi focolai abitati solo da Poligono del Giappone.

I danni apportati dalla piante non si fermano all'ambiente, causando anche grosse conseguenze economiche. L'erosione dell rive dei fiumi che devono poi essere ristrutturate rappresentano in fatti un costo, insieme alle pavimentazioni che i rizomi del Poligono sono in grado di penetrare o sollevare. Anche il normale scorrimento delle acque può essere ostacolato dai fusti secchi, causando effetti negativi anche per la fauna e la pesca.



E' nel complesso è una pianta di difficile estirpazione. Ogni pianta produce rizomi di 7 metri fino ad una profondità di 3 metri. Bisogna anzi tutto cercare di non diffondere i rizomi, in grado di ricrescere anche da piccoli frammenti. Ogni parte della pianta deve essere incenerita ed in nessun caso mescolata al normale compostaggio. Il trasporto del materiale da smaltire dev'essere portato a termine con estrema cura onde evitare la dispersione involontaria di frammenti nell'ambiente.


Il nostro metodo di estirpazione del Poligono del Giappone è diviso in due fasi.

Il primo intervento si svolge principalmente nel periodo primaverile e autunnale, quando la pianta interrompe la germogliazione ed è dove il nostro Team scava attentamente il terreno alla ricerca dei rizomi, cercando di estirpare la maggior parte dell'apparato radicale. Questa fase ha l'obbiettivo di ridurre notevolmente la presenza del Poligono del Giappone, ma è longeva e dispendiosa, seppure necessaria. Normalmente in questa fase viene impiegato l'intero Team, altrimenti suddiviso in due. Con l'utilizzo dei picconi i nostri operai sono in grado di sollevare il terreno in maniera precisa, riuscendo a seguire i rizomi con più accuratezza rispetto all'utilizzo del badile. Il materiale estirpato viene poi trasportato da noi direttamente in un centro specializzato oppure ammucchiato in una benna che verrà poi trasportata dal centro specializzato stesso. A dipendenza dell'accessibilità del sito o dalla quantità di materiale stimata.

La seconda fase invece si estende per il periodo estivo e prevede il monitoraggio del lavoro di estirpazione svolto nel primo intervento e il controllo della fase germinale della pianta. I nostri operai tagliano accuratamente i germogli a raso terra, ostacolando il nutrimento della pianta che lentamente ritira i suoi rizomi fino a che non muore definitivamente.

Questa fase richiede un maggior numero di interventi rispetto al primo e può proseguire per diversi anni prima che la pianta muoia.



Se avete trovato dei focolai di Poligono del Giappone o il vostro terreno ne è infestato scriveteci una e-mail e noi provvederemo a fare un sopralluogo e a proporvi un preventivo il prima possibile.

La nostra email è inoltre disponibile per qualsiasi domanda.

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