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Cos'é l'Ambrosia?

Caratteristiche

L’Ambrosia (Ambrosia artemisiifolia) è un’erba annuale ad impollinazione anemofila, monoica, alta 20-120 cm, con radice a fittone e fusto eretto, rossastro e leggermente peloso.

Con radice a fittone si intende una radice sviluppata come un grosso corpo cilindrico a carattere legnoso che scende verticalmente dal fusto della pianta assicurando ancoraggio e stabilità, oltre al normale scopo di trasporto delle sostanze nutritive al corpo emerso del vegetale. Un esempio di fittone è la parte arancione delle carote.

La ramificazione abbondante conferisce alla punta un aspetto cespuglioso. Le foglie hanno peli corti, di forma triangolari o ovate, partite in divisioni dentellate: entrambi i lati sono verdi. Le infiorescenze maschili e femminili sono separate. I capolini maschili raggruppano 5-12 fiori con antere, organo genitale maschile, giallognole e misurano 4-5 mm di diametro; sono organizzati in infiorescenze a forma di spugna terminali verdastre. I capolini femminili, composti in generale di 1 solo fiore, sono poco numerosi e posti sotto quelli maschili. I frutti sono acheni muniti di 5-7 spine corte. Il freddo invernale è necessario per rimuovere la dormienza de semi, che germinano in primavera e produce i frutti in autunno.

Con il termine acheni si definisce un frutto secco più o meno indurito, talvolta anche legnoso, e che contiene un unico seme che è distinto dal pericarpo stesso, per esempio i semi di girasole.

In Svizzera, l’Ambrosia è principalmente una pianta aliena, che invade aree rurali aperte e sia nella sua regione nativa che nel continente europeo è un importante erba infestante. In aggiunta all’impatto economico della sua invasione, il polline altamente allergenico in confronto con il polline delle altre piante, causa un considerabile problema alla salute pubblica.


Habitat e distribuzione

Nella regione nativa l’Artemisia cresce al meglio in zone climatiche temperate. Similmente, in Europa, la specie trova la sua condizione ottimale in aree climaticamente temperate, che sono caratterizzate da alti picchi di temperature durante la fase di crescita. Nel centro Europa, temperature basse durante l’estate sono state scoperte essere l’unica fattore climatico limitante, siccome la specie non è in grado di completare il suo ciclo vitale. Similmente accade nelle zone climatiche mediterranee, dove le scarse piogge estive ne impediscono gravemente la normale crescita.

L’Ambrosia colonizza un ampio spettro di terreni senza mostrare una particolare preferenza in Europa, mentre negli Stati Uniti e in Canada sembra preferire terreni argillosi o sabbiosi. Nelle zone Europee maggiormente invase l’Ambrosia ha mostrato una preferenza per i campi coltivati e cigli stradali. Mentre invece nelle zone meno colonizzate l’Ambrosia cresce principalmente in zone ruderi come, cigli stradali, ferrovie, cantieri edilizi e discariche. Occasionalmente la pianta viene anche trovata in altri habitat, come le rive ghiaiose dei fiumi o praterie secche e incolte.

Come pianta annuale, l’Ambrosia viene lentamente sostituita dalle piante perenni mammano che la vegetazione si chiude. Per tale motivo la colonizzazione dell’Ambrosia avviene quasi unicamente in seguito a disturbanze nel terreno che creano delle aperture nella vegetazione indigena. Tuttavia, in aree costantemente disturbate come i campi arati, l’Ambrosia è altamente competitiva e può causare gravi perdite nel raccolto.

L’Ambrosia ha mostrato di non tollerare il pestaggio, siccome lo stelo principale tende a rompersi facilmente e appassisce sopra alla frattura. In condizioni sperimentali l’Ambrosia ha mostrato di tollerare egregiamente la defogliazione manuale, che non ne affligge in nessun modo la riproduzione naturale, e la pianta si è dimostrata capace di allocare risorse ai germogli anche dopo aver perso il 90% delle foglie.

La pianta si è inoltre dimostrata non solo immune, ma accelerata dalla maggior parte degli allelopatici il che spiegherebbe la facilità con la quale si riproduce.

L’Ambrosia venne importata nel XVIII secolo in Europa come pianta ornamentale per i parchi botanici, i primi scritti che portano il nome dell’Ambrosia risalgono al 1763 in un parco botanico di Lyons, e divenne popolare durante la prima metà del XIX secolo. I primi scritti che ne descrivono l’invasione in Svizzera risalgono al 1865 e per tutto il XIX secolo nel centro Europa sono emersi diversi scritti riguardante l’invasione anche nei paesi limitrofi.

Si ipotizza che venne importata inconsapevolmente tramite lo scambio di risorse contaminate, come il foraggio, tra l’America e l’Europa. Scatenando poi in seguito la fuoriuscita di semi e l’evasione dal controllo umano.

È stato inoltre stimato che il surriscaldamento globale dovrebbe spostare le zone colonizzabili dall’ambrosia, facendole prendere piede anche ad altezze maggiori.


Pericoli

Persone: la pianta provoca allergie violente, in particolare a causa del polline ma anche in seguito al contatto della pelle con l’infiorescenza. Nei casi peggiori può provocare dispnea o crisi d’asma. Il polline d’Ambrosia è più allergenico di quello della maggior parte delle altre piante, insieme a quello dell’Artemisa, con la quale è molto simile.

La fioritura tardiva dell’Ambrosia prolunga di almeno due mesi il periodo di sofferenza per le persone allergiche. L’espansione dell’Ambrosia è un rischio per la salute pubblica.

Agricoltura: malerba temuta, presente in particolare nelle colture di girasole ma anche in altre colture seminate a primavera nei maggesi. L’Ambrosia è inserita nell’allegato 10 dell’ordinanza sulla protezione dei vegetali (OPV, RS 916.20) come malerba particolarmente pericolosa per la quale è obbligatorio adottare misure di lotta e annunciare ogni ritrovamento.

Natura: l’Ambrosia ha scarse possibilità di insediarsi nella vegetazione naturale, eccezion fatta per le formazioni che si sviluppano su suoli nudi. Ha un grande potenziale di diffusione: una singola pianta produce circa 3'000 semi fino a 60’000, che nel suolo conservano la facoltà di germinare per almeno 10 anni, sono tuttavia noti casi di una persistenza di 40 anni.


Prevenzione e lotta

Per prevenire l’insediamento dell’Ambrosia è importante evitare di lasciare i suoli nudi e favorire la presenza di piante concorrenti. In tutti i casi la migliore strategia di lotta è lo sradicamento prima della fioritura.

Per eseguire la manipolazione è necessario adottare delle precauzioni di sicurezza indossando guanti, occhiali protettivi e mascherina di filtraggio. Inoltre le persone allergiche al polline devono comunque evitare qualsiasi contatto con la pianta.

Le piante devono essere smaltite con i rifiuti solidi urbani ed è assolutamente vietato il compostaggio.

La lotta chimica è la più praticabile su vasta scala e si avvale di diserbanti. Ha il vantaggio di prevedere un solo intervento, che va applicato in maniera uniforme solo nel periodo della crescita della pianta e in assenza di piogge. L’azione dei diserbanti è generalmente risolutiva ma non è selettiva, richiede quindi risemina del manto erboso originario. I semi già caduti dalla pianta possono resistere al trattamento e in tal caso l’operazione va ripetuta durante la fase vegetativa successiva. I prodotti attualmente in commercio pongono relativamente pochi problemi di inquinamento dei terreni de delle falde superficiali. Lo svantaggio è che la pianta diventa resistente abbastanza in fretta: già nel 2007 almeno negli USA erano note varie popolazioni resistenti al glifosato.

Il pirodiserbo è un metodo fisico, che sfrutta l’azione termica di una fiamma o dei raggi infrarossi per danneggiare la pianta, in questo modo l’Ambrosia non viene bruciata, ma piuttosto lessata. Si usa per bonificare i margini delle strade, dei campi e delle siepi, tuttavia inadatto per vaste superfici.

La sperimentazione compiuta su alcuni terreni agricoli hanno mostrato che la discatura, ovvero aratura superficiale, anche in due soli interventi è risultata più efficace del taglio. La piccciamatura, ovvero copertura del terreno con foglie, residui di sfalci, corteccia di pino e paglia, è in grado di fare ombra ai germogli inibendo la crescita dell’Ambrosia, non applicabile però ai terreni agricoli siccome troppo elevata la richiesta di risorse.

L’estirpazione consiste nello sradicare manualmente l’Ambrosia. È facilmente attuabile nella fase tardiva della crescita, prima della fioritura, quando la pianta è sufficientemente alta, facile da individuare e da afferrare e con poca o nessuna resistenza delle radici al suolo; in questa fase l’Ambrosia si sradica con estrema facilità e dopo pochi minuti essicca e muore. Tale pratica è sconsigliata, come già detto, ai soggetti allergici.

La semina di colture antagoniste ha come presupposto l’utilizzo di coltivazioni che siano competitive con l’Ambrosia. Infatti le esigenze di crescita dell’Ambrosia sono tali da non sopportare la concorrenza di vegetazione fitta. Fra le varie colture è preferibile la semina di panico e leguminose, ad esempio erba medica o trifoglio, specie nelle vaste aree agricole lasciate incolte o coltivate per pochi mesi all’anno.

Efficace anche la lotta biologica. Il Servizio Fitosanitario del Canton Ticino ha trovato nel luglio 2013 un coleottero che vive e si nutre di Ambrosia. Si tratta i Ophraella communa, insetto originario del nord America. Sia le forme larvali che quelle adulte sembrerebbero nutrirsi di questa pianta. Nel caso di forti attacchi le piante d’Ambrosia vengono completamente defogliate e viene impedita anche la formazione di fiori e semi.